Cuir by Molinard




22 ottobre 2019



Tutto ebbe inizio 170 anni fa…

A Grasse, nel lontano 1849, un chimico di nome Hyacinthe Molinard decise di aprire una piccola bottega di essenze nel cuore della ridente cittadina al sud della Francia, per vendere agli abitanti del luogo “acque profumate” di produzione propria, racchiuse in meravigliosi flaconi di cristallo Lalique e Baccarat. 

Una realtà profumata, quella della maison Molinard, che ha attraversato la bellezza di 170 anni e che, oggi, è stata insignita con il titolo di “Enterprise du Patrimoine Vivant”, in virtù del suo raro e prezioso savoir faire, che ha saputo declinare la tradizione del profumo in chiave sempre più contemporanea.

L’arte di profumarsi, secondo Madame Célia Lerouge-Bénard - Direttore Generale della maison Molinard - è, difatti, un connubio imprescindibile di lusso, autenticità e tradizione. Principi cardine che troviamo, in particolare, nella collezione Les Éléments, che si distingue per il suo fascino fresco e immediato, sinonimo di eleganza, minimalismo e linearità. Accordi studiati appositamente per esaltarne il cuore, la quintessenza dell’elemento, da cui prende il nome ogni singola proposta.




Oggi, vogliamo puntare il focus su Cuir, la fragranza che più d’ogni altra vuole rappresentare la parte più profonda e intima di sé, il profumo della pelle nuda, che nella campagna pubblicitaria viene svelata dalla stessa Célia. Fascino liquido, invisibile agli occhi, come parti del corpo ancora da svelare. Il profumo si fonde (e confonde) con l’odore naturale della pelle, diventando parte integrante della personalità, riscoprendo, al tempo stesso, le origini di Grasse e la nascita della profumeria moderna.

Durante il Medioevo, la piccola cittadina nel sud della Francia era, difatti, famosa per la produzione e la conciatura di pellami, che venivano trattati con un procedimento particolare, utilizzando una speciale polvere di mirto e pistacchio, che donava alle pelli una straordinaria morbidezza, oltre alla caratteristica colorazione verde. Ma solamente alla fine del XVI secolo, con la nascita della moda dei guanti profumati (conosciuti e apprezzati in tutta Europa, per la morbidezza e la profumazione fuori dal comune), Grasse si orientò verso il mondo del profumo, tanto che nel XVIII secolo le rinomate "Guantiere" si trasformarono in vere e proprie "Profumerie".

Molinard celebra, così, le proprie origini con una fragranza che racchiude nel cuore le note del cuoio e della “pelle”, giocando con le molteplici interpretazioni che questo termine può assumere. La pelle intesa come materiale pregiato - animale, morbido, plasmabile - ma anche come organo esteso del nostro corpo, la parte più intima di noi stessi.

Un intrigante e affascinante “elemento”, che si apre con fresche note di bergamotto, verbena e un tocco fruttato di mela, per poi svelare un vortice floreale - marcatamente speziato - di gigli e lavanda, sublimato con maestria da note legnose  e animali, che danno risalto all’essenza più sofisticata e raffinata del cuoio.

My Experience:

Cuir di Molinard veste la pelle nuda di fascino e seduzione con un vortice di cuoio e fiori candidi, declinando l’odore della materia prima protagonista nella versione più sussurrata e impalpabile di sé.

Articolo in collaborazione con Aquacosmetics Srl

 
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